Questo progetto aderisce al Progetto Regionale ADS ed ha l'obiettivo di sostenere la diffusione e il consolidamento dell'istituto dell'Amministrazione di Sostegno nel territorio della provincia di Monza e Brianza.

 

Date
Date
Tutto
Buone Prassi
Eventi
Opinioni
  • 22 Giugno 2020

    Monza e Brianza pronta a ripartire. Intervista ad Assunta Betti,…

    La Rete Fianco a Fianco, quale coordinamento di organizzazioni del terzo settore costituitosi nel 2013, ha continuato a sviluppare gli obiettivi per promuovere una cultura della protezione giuridica e per realizzare azioni di accompagnamento, aiuto e sostegno ai soggetti fragili, ai loro familiari e agli operatori dei servizi attraverso gli sportelli di prossimità operativi sul territorio. Ente capofila della Rete Fianco a Fianco è Associazione Stefania di Lissone, la quale lavora in rete con altre 18 organizzazioni del Terzo Settore, per promuovere e sostenere il principio della legge 6/2004 sull’Amministrazione di Sostegno, ovvero rispettare la dignità della persona fragile, affiancando senza sostituire.

    Casa del Volontariato, associazione all’interno della rete in partnership con il progetto regionale Oltre il Sostegno dedicato alla figura dell’Ads, si è distinta per il suo impegno e la sua perseveranza. La sua storia dura da più di vent’anni e le sue finalità di carattere sociale, civile e culturale sono state un punto di riferimento sul territorio di Monza e Brianza.

    Nata e donata anni fa al Comune di Monza grazie a Lions Club Monza Host, Casa del Volontariato, sin dagli inizi, si è dovuta impegnare nel trovare una sua collocazione e una posizione all’interno della società civile del terzo settore. Il cammino non è stato facile, e i cambiamenti sono stati molti: da associazione di volontariato è diventata associazione di promozione sociale la quale, come emerge dal suo statuto, lavora con i suoi associati e a favore dei suoi associati.

    Casa del Volontariato persegue vari progetti:

    SPAZIO INCONTRI BIMBI

    SUPPORTO COMPITI, PANE E ROSE, SUBACQUEA E DISABILITA’, AIUTACI AD AIUTARE E FIANCO FIANCO 

    AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO.

    Quando è nata la rete del Fianco a Fianco Casa del Volontariato ha partecipato entusiasta e in prima linea al sostegno di questo progetto in concomitanza all’impegno e alla solidità dell’Associazione Stefania di Lissone, ente capofila della rete.

    La prima difficoltà alla quale i protagonisti della rete hanno risposto con coraggio e perseveranza è stato quando sono terminati i finanziamenti da parte del Progetto Cariplo e del CoGe a sostegno dell’AdS, momento decisivo che ha spinto i partecipanti della rete a perseguire i propri impegni con determinazione.

    Grazie all’impegno della capofila Associazione Stefania che ha fatto accordi e convenzioni con comuni e la volontà dei protagonisti della rete di pagare piccole tasse annuali d’iscrizione per far sì che Fianco a Fianco potesse continuare a camminare con le proprie gambe si è sviluppata una strategia di consolidamento e autonomia che permane ancora oggi.

    Versando un piccolo contribuito annuale i partecipanti della rete hanno tangibilmente manifestato l’interesse verso il progetto, sostenendone la sua autonomia e stabilità economica per andare avanti.

    Le famiglie che necessitano una consulenza in tema AdS, presso gli 8 sportelli sul territorio di Monza, – spiega Assunta Betti, presidente della Casa del Volontariato, impegnata in prima linea come volontaria presso lo sportello di Brugherio – trovano un sostegno, una risposta a domande verso le quali nutrono dubbi e un aiuto che non si estende solo a presentare insieme il rendiconto annuale, ma arriva fino alla redazione e presentazione di tutte quelle pratiche necessarie per la gestione quotidiana delle persone amministrate.

    Inoltre, i tempi sono più brevi e la burocrazia meno opprimente: il sistema degli sportelli di prossimità territoriali con 15.242 accessi nel 2018, aumentati del 21,45% rispetto a quelli registrati nel 2017 (11.972) dimostra di offrire un servizio più prossimo e permette un’importante riduzione degli accessi in Cancelleria.

    I volontari a presidio dello sportello raccolgono tutta la documentazione affinché, per esempio, il signor Rossi residente a Carate possa depositare una pratica presso lo sportello di Carate. Il volontario successivamente consegnerà le pratiche in tribunale, evitando così al signor Rossi la consegna presso il tribunale di Monza.

    Il compito di AdS non è semplice e si estende a un campo che comprende ogni ambito della nostra vita: cure mediche, acquisti, spese ordinarie e una serie valutazioni che coinvolgono la persona a trecentosessanta gradi.

    Tutti gli sportelli nella provincia di Monza e della Brianza: Brugherio, Lazzate, Desio, Vimercate, Besana B.za, Cusano Milanino, Cologno Monzese e Monza sono rimasti aperti, grazie anche alla fiducia da parte del giudice Claudio Miele che ha creduto molto nell’efficacia della rete; con il Tribunale di Monza, nel 2018, è stato rinnovato il protocollo di collaborazione che prevede la presenza di due volontari presso la Cancelleria e l’apertura di uno sportello di prossimità.

    Nonostante, in seguito al Covid-19, gli sportelli nel periodo di lockdown siano rimasti chiusi Associazione Stefania ha perseguito la sua attività attraverso consulenze telefoniche ed è già in contatto con gli amministratori comunali per stabilire l’apertura degli sportelli.

    Casa del Volontariato e i partecipanti della rete hanno accompagnato gli AdS negli step della loro vita, sia come AdS, sia come ausilio per gli AdS del familiare amministrato. I traguardi che hanno raggiunto, il segno che hanno lasciato e gli obiettivi che mirano a raggiungere risiedono proprio nel nome della Rete: “Fianco a Fianco”, che vuole, prima di tutto, accompagnare la persona attraverso le difficoltà, soprattutto oggi, in un periodo nel quale è necessaria la perseveranza e il coraggio che Casa del Volontariato ha già dimostrato di possedere.

    In Eventi
  • 15 Gennaio 2015

    Anteas Brianza nell'Elenco degli Amministratore di Sostegno

    Anche l’Anteas Brianza, dopo l’Associazione Stefania di Lissone, ha ottenuto l’iscrizione nell’elenco degli Amministratori di Sostegno del Tribunale di Monza. Si allarga così sempre di più il numero delle associazioni briantee che, dotate di personale volontario formato e qualificato da appositi corsi, vengono autorizzate ad operare in questo delicato settore.

     

    L'iter per l'Anteas Brianza è iniziato dopo la decisione del Consiglio direttivo che autorizzava il presidente Angelo Dal Ben a presentare istanza alla Direzione sociale dell'Asl di Monza Brianza per l'iscrizione dell'associazione nell'elenco degli Amministratori di Sostegno.
    Il 23 ottobre scorso, riscontrata la sussistenza e la corrispondenza dei requisiti necessari, la Direzione sociale dell'Asl di Monza Brianza ha infatti disposto l'iscrizione formale nella II° sezione dell'elenco degli Amministratori di Sostegno di Anteas Brianza. 
    Il presidente e il Consiglio direttivo hanno manifestato soddisfazione per tale riconoscimento, sottolineando come per Anteas Brianza si apra così una nuova opportunità di impegno che valorizza la sua vocazione solidaristica e la sua iniziativa socio-assistenziale che, come è indicato nelle finalità dell'art. 3 del proprio Statuto, è rivolta alle persone svantaggiate e a rischio di emarginazione. 
    E' stata inoltre manifestata consapevolezza per la delicatezza dell'attività e quindi per le responsabilità che i nuovi compiti comporteranno per Anteas Brianza e i suoi volontari.
    L'associazione doterà i suoi volontari che svolgeranno questo servizio, di un proprio regolamento sulla assicurazione civile; inoltre li informerà sulle responsabilità e sulle possibilità riguardanti l'essere nominato A.d.S. all'interno di una associazione rispetto ad un incarico autonomo.
    In data 21 novembre 2014 il Tribunale di Monza ha nominato il presidente Angelo Dal Ben Amministratore di Sostegno per la signora C.L.T. di Besana Brianza, delegando a sua volta tre volontari della sezione operativa locale, a svolgere questo importante e delicato incarico.
    L'Amministrazione comunale di Muggiò (MB) si è resa disponibile, oltre al rinnovo della convenzione per i trasporti per l'anno 2015 ad aggiungere, sempre per il prossimo anno, una convenzione riguardo al Progetto A.d.S., avendo l'Anteas sezione operativa Muggiò, tre volontari formati e disponibili ad avviare questo progetto.
    L'Anteas Brianza, dopo l'accoglimento dell'istanza da parte dell'ufficio Protezione Giuridica della ASL intende, per qualsiasi iniziativa che riguarderà i problemi dell'Amministratore di Sostegno, muoversi sempre all'interno dell'ormai ben collaudato "Progetto Fianco a Fianco."
    Un volontario che intende impegnarsi in questa attività, all'interno di Anteas, di quali vantaggi può usufruire?

    • Innanzitutto godrà della tutela da parte dell'associazione oltre a quella della struttura del "Progetto Fianco a Fianco."
    • Inoltre lavorerà in rete e, in caso di difficoltà a svolgere il proprio mandato per seri motivi, potrà essere sostituito da un altro volontario dell'associazione stessa.

    Questo è possibile perchè in primis è nominata l'associazione quale A.d.S., nella figura del legale rappresentante pro-tempore.
    L'impegno, la disponibilità e la responsabilità dei volontari di Anteas Brianza ha permesso il raggiungimento di questo importante riconoscimento da parte della ASL di Monza e Brianza.
    Questa nomina ha aperto nuove importanti opportunità, sia per Anteas Brianza che per i suoi volontari.
    Il presidente si augura, che anche altre associazioni della provincia di Monza e Brianza, seguano la strada iniziata dalla Associazione Stefania di Lissone, seguita da Anteas Brianza.

  • 23 Luglio 2014

    AdS: l'esperienza di Monza e Brianza su RisorsePerLaGiustizia.it

    E' stato pubblicato nella sezione "Esperienze e buone pratiche" della banca dati RisorsePerLaGiustizia.it il caso studio sull'esperienza del Tribunale di Monza nell'ambito del Progetto interregionale transnazionale "Diffusione di Best Practices presso gli Uffici giudiziari italiani"

    Per leggere il caso:

    La riorganizzazione della Volontaria Giurisdizione presso il Tribunale di Monza: ridefinizione della gestione interna dei fascicoli e costituzione di sportelli decentrati di consulenza e orientamento gestiti da partner locali

  • 30 Maggio 2014

    AdS: l'esperienza di Monza e Brianza su PAQ – Pubblica…

    "Fare rete nella giustizia: l’esperienza delle reti associative locali dedicate all’amministrazione di sostegno di Monza e Brianza" è il titolo dell'approfondimento sull'esperienza della rete "Fianco a Fianco" pubblicato sul portale PAQ – Pubblica Amministrazione di Qualità curato dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

  • 21 Maggio 2014

    L’Amministratore di Sostegno? Una persona vera a fianco di una…

    Giovedì 12 giugno alle ore 18 presso la biblioteca di Vimercate in Piazza Unità d’Italia si terrà l'incontro organizzato dalla Rete Fianco a Fianco dal titolo: "L’Amministratore di Sostegno? Una persona vera a fianco di una persona vera!”. Si parlerà del tema delicato e complesso della protezione giuridica e in particolare del nuovo istituto dell’Amministrazione di Sostegno introducendo la Rete di ascolto e prossimità presente sul territorio con i 5 Sportelli Territoriali della provincia di Monza e Brianza che accompagna i cittadini assicurando una presa incarico delle pratiche di ricorso. 

     

    Sono molte le difficoltà incontrate dai cittadini nell'affrontare un tema delicato e complesso qual è in genere la protezione giuridica e in particolare il nuovo istituto dell'Amministrazione di Sostegno.
    Per rispondere a tali difficoltà, da tre anni nel territorio della Brianza, si è sperimentata una "innovazione di sistema" in tema di protezione giuridica, che vede un lavoro condiviso e coordinato tra il Terzo Settore, rappresentato dalla Rete associativa Fianco a Fianco, l'ASL, il Tribunale di Monza, la Provincia, gli Enti Locali e l'Ordine degli Avvocati,. 
    E' sorta così una rete di ascolto e prossimità capace, con i 5 Sportelli Territoriali della provincia di Monza e Brianza, di supportare i cittadini nella soluzione delle problematiche inerenti il bisogno di protezione giuridica, assicurando prestazioni di informazione, consulenza, orientamento e supporto nella predisposizione dei ricorsi e nell'accompagnamento successivo per la gestione del ruolo assegnato dal Tribunale.

    Giovedì 12 giugno alle ore 18.00 presso la Biblioteca Comunale di Vimercate la cittadanza è invitata per discutere questo tema con operatori e volontari della Rete Fianco a Fianco.

    Sono previsti i seguenti interventi:

    LA PROTEZIONE GIURIDICA NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA
    Tutela minori, Interdizione, Inabilitazione, Amministrazione di Sostegno
    Sebastiano Di Guardo - Referente Coordinamento regionale delle reti AdS

    IL SISTEMA DI PROTEZIONE GIURIDICA DEL TERRITORIO DI MONZA E BRIANZA
    Il tribunale, l'ASL, la Provincia, i Comuni, i Piani di Zona
    Claudia Sala - Direttore Offerta Sociale asc

    IL PRIVATO SOCIALE E IL VOLONTARIATO ATTIVO
    La rete Fianco a Fianco, le associazioni di volontariato, i volontari AdS, le testimonianze
    Chiarella Gariboldi - Associazione Stefania - Capofila della Rete Fianco a Fianco
    Testimonianza di un volontario AdS

    GLI SPORTELLI DI PROSSIMITA' E LA COLLABORAZIONE CON IL TRIBUNALE DI MONZA
    Testimonianze
    Nando Pirola. Referente della rete Fianco a Fianco
    Lino Oldrati - Referente volontario Sportello di Vimercate

    In Eventi
  • 28 Aprile 2014

    Il Tribunale di Monza incontra i Volontari

    Il 12 marzo 2014 il Presidente della Volontaria Giurisdizione, Dott. Claudio Miele, e il Giudice Tutelare, Dott.ssa Laura Gaggiotti, hanno dato la loro disponibilità per l’incontro di aggiornamento al quale hanno partecipato i volontari degli sportelli e i referenti della Rete Fianco a Fianco e di Insieme a Sostegno, gli operatori degli Uffici Tutele e l’Ufficio di Protezione Giuridica dell’Asl Monza e Brianza.
    L’incontro, fissato con l’obiettivo di un confronto su temi legati alla gestione delle pratiche di AdS, ha permesso di chiarire alcuni dubbi degli operatori e di stabilire anche alcune nuove prassi di lavoro comune. 
    Tutti presenti hanno espresso vivo apprezzamento per l’opportunità di aggiornamento ed esprimono un sentito ringraziamento ai Giudici Tutelari per la loro disponibilità, chiarezza e collaborazione.

     

    L'incontro è avvenuto nell'ambito del Gruppo Operativo VOLGI (Gruppo della Volontaria Giurisdizione) che assicura lo scambio costante di informazioni tra il Tribunale e il territorio.
    Questo Gruppo è composto da Giudici Tutelari, l'UPG dell'ASL, la Provincia, i Piani di Zona, l'ordine degli Avvocati, la Rete Fianco a Fianco e il progetto Insieme a Sostegno di Milano in rappresentanza del Terzo Settore. 
    La collaborazione, tra la Rete Fianco a Fianco che opera sul territorio, e le Istituzioni preposte alla gestione dell'AdS, è indispensabile e questo lavoro in sinergia permette di dare un reale aiuto al cittadino.
    Tra le varie attività previste di particolare importanza è l'attività di aggiornamento dei volontari degli sportelli e degli operatori degli uffici tutele che permette un confronto diretto sulle procedure e su alcune criticità riscontrate presso gli sportelli di prossimità.

    L'incontro, fissato con l'obiettivo di un confronto su temi legati alla gestione delle pratiche di AdS, ha permesso di chiarire alcuni dubbi degli operatori e di stabilire anche alcune nuove prassi di lavoro comune oltre che di sciogliere alcuni importanti nodi venutesi a creare nella gestione quotidiana e al fianco delle famiglie dell'AdS.
    Tutti presenti hanno espresso vivo apprezzamento per l'opportunità di aggiornamento ed esprimono un sentito ringraziamento ai Giudici Tutelari per la loro disponibilità, chiarezza e collaborazione.
    Ilario, uno dei volontari della Rete Fianco a Fianco presente all'incontro, ha sottolineato la grande disponibilità mostrata dai Giudici Tutelari durante tutto l'incontro: "Mi ha piacevolmente sorpreso tanta apertura e flessibilità da parte di un'Istituzione, i Giudici si sono mostrati davvero interessati ai temi che abbiamo portato, hanno saputo dare risposte chiare a tutti i nostri dubbi e sono stati disponibili e aperti al confronto su temi non ancora del tutto definiti. Questo incontro mi ha mostrato l'importanza del lavoro di Rete e, come ultimo arrivato nel gruppo di volontari di Fianco a Fianco non posso che riconoscere il buon lavoro fatto fino ad oggi per gettare basi solide per questa proficua collaborazione che ci permette di essere davvero vicini al cittadino e di offrire un servizio di qualità e personalizzato." 

    Riportiamo di seguito le questioni trattate durante la riunione nello spirito di diffondere la conoscenza sull'istituto dell'Amministrazione di Sostegno in considerazione delle procedure in essere presso il Tribunale di Monza.


    • Revoca e nomina di un AdS

    Nel caso di subentro di un nuovo AdS è sufficiente presentare istanza di revoca o è comunque necessario aprire una nuova pratica di AdS con relativa udienza? Per esempio nel caso di una mamma anziana che vorrebbe subentrasse un figlio per amministrare il fratello.

    Se la revoca viene chiesta dallo stesso AdS per problemi di salute/anzianità/problemi personali è sufficiente una richiesta di revoca con l'indicazione del nuovo AdS, (per questa specifica pratica si è predisposto il modulo B16 che è in attesa della validazione). 
    Se la revoca è invece richiesta da terzi per problemi di gestione nell'AdS, il giudice si riserva di fissare un'udienza in contradditorio per un approfondimento del caso.
    In ogni caso l'AdS che subentra avrà gli stessi poteri del precedente, salvo precisa richiesta di modifica dei poteri in sede di nomina. Se i poteri sono mutati dal primo decreto di nomina è necessario fare riferimento alle istanze successive e comunicarle al Giudice Tutelare.

    • Decreto di apertura AdS

    Alcuni enti, tra cui banche e posta, fanno richiesta di avere il decreto di apertura di un AdS. Il decreto contiene dati sensibili, ci si chiede dunque se la richiesta sia legittima o se sia sufficiente fornire sufficiente il decreto di nomina.

    Il decreto di apertura non può essere richiesto dai vari enti in virtù della tutela della Privacy poiché contiene dati sensibili. Sarà cure del tribunale pubblicare sul proprio sito una specifica Faq sull'argomento così da poter opporre un rifiuto motivato agli enti che eventualmente facessero richiesta di tale documentazione. 
    I Giudici Tutelari sottolineano inoltre che il Tribunale di Monza, al contrario di altri tribunali dove è in uso un unico decreto, ha adottato la procedura di separare il decreto di apertura dal decreto di nomina proprio al fine di per tutelare la privacy del beneficiario.

    • Consenso Informato

    Non vi è chiarezza sulla necessità della richiesta al Giudice di un'autorizzazione preventiva sul rilascio del consenso informato richiesto per interventi specifici e temporanei (es: cure odontoiatriche). Può, il consenso informato, essere considerato un compito di cura dell'AdS?

    Si sottolinea che, in considerazione del gravoso aumento della marca da bollo, la richiesta di autorizzazione temporanea avanzata in passato da alcune famiglie non è più sostenibile.

    La questione del consenso informato è molto delicata. 
    Il Tribunale di Monza non consente il rilascio da parte dell'AdS del consenso informato senza preventiva autorizzazione del GT (da richiedersi con apposita istanza allegata a documentazione medica sul tipo di intervento programmato). I GT, al fine di agevolare l'AdS e per evitare l'eccessivo ricorso alle istanze anche per interventi di routine, propongono di coinvolgere l'ASL in un percorso che definisca gli interventi medici routinari per i quali si può evitare l'autorizzazione preventiva del GT.

    • Indennità di frequenza e/o di accompagnamento per minori con disabilità

    Per l'accreditamento delle somme relative all'indennità di frequenza o all'accompagnamento viene richiesto da Inps e Poste un autorizzazione al Giudice per l'apertura di un Conto Corrente su cui prelevare e reimpiegare somme. (Si sta predisponendo un'apposita modulistica per agevolare tale richiesta). 
    Si segnalano tuttavia casi nei quali il GT ha posto un limite di spesa, su somme di per sé già molto basse e sulle quali dovrebbe dunque valere la podestà genitoriale, sull'utilizzo di queste provvidenze economiche per l'assistenza dei propri figli.

    Quando gli enti richiedono obbligatoriamente questo adempimento, considerato un appesantimento burocratico, è necessario presentare al GT domanda di autorizzazione per l'apertura di un conto corrente intestato al minore. I GT non porranno limiti di spesa mensili. 
    Nella richiesta di autorizzazione è meglio precisare la richiesta di libera disponibilità anche degli arretrati, qualora ve ne fosse la necessità, per evitare che il GT possa vincolare queste somme. Sarebbe auspicabile un incontro di approfondimento tra il Tribunale e l'INPS al fine di verificare la correttezza della richiesta e uniformare la procedura, predisponendo un'eventuale modulistica.

    • Inventario

    L'inventario è chiesto abitualmente nonostante in sede di udienza sia già stata presentata la documentazione allegata al mod. B14. 
    Il modello B14 nel quale si richiede la documentazione patrimoniale non corrisponde all'inventario, ma per quest'ultimo è richiesto poi di presentare la medesima documentazione in allegato. 
    Si propone di utilizzare un solo modulo per l'inventario da presentare entro tre mesi dalla nomina dell'AdS, tenendo conto che in alcuni casi non è possibile richiedere dati certi prima della nomina ufficiale?

    I GT daranno chiara indicazione ai GOT (Giudice Onorario del Tribunale) di richiedere l'inventario solo nei casi di dubbi sulla reale entità del patrimonio o nel caso in cui non si abbia accesso preventivo ai dati per la ricostruzione del patrimonio. Negli altri casi è bene presentare la documentazione sulle rendite e sul patrimonio così come indicato sul modulo B14 in modo da dare al GT le informazioni utili per definire i limiti di spesa.

    • Decreti ad personam

    Si richiede una maggiore considerazione delle condizioni del beneficiario e delle eventuali richieste avanzate in sede di udienza nella stesura dei decreti.

    I GT preferiscono emanare un decreto sufficientemente ampio per evitare il continuo ricorso a istanze per straordinaria amministrazione. Qualora ci fosse la necessità di un decreto più personalizzato si consiglia di allegare insieme al modulo B00 una breve relazione ove vengano precisate le eventuali personalizzazioni richieste dal progetto individuale. Tali richieste dovranno poi essere portare in sede di udienza alla attenzione del GT o del GOT con la richiesta che vengano inserite nel decreto di nomina.

    • Strumenti elettronici

    Si chiede la possibilità di inserire d'ufficio nei decreti la possibilità di operare tramite strumenti elettronici come Home Banking, Bancomat o altro strumento che possa agevolare il compito dell'AdS

    Non vi è alcuna limitazione all'utilizzo di strumenti elettronici, purchè la banca assicuri un controllo automatico sui limiti di spesa definiti nel decreto.

    • Limiti di spesa

    Si propone di trasformare l'eventuale limite di spesa mensile in un limite di spesa annua per poter concedere maggior flessibilità nelle spese correnti, evitando il continuo ricorso al GT. 
    Si chiede inoltre di non porre limiti quando l'unica fonte di reddito è rappresentata dalla pensione di invalidità e l'assegno di accompagnamento.

    I GT convengono sull'utilità di definire un limite annuo da stabilire in base alle effettive spese previste durante l'anno. 
    La definizione delle spese deve essere il più possibile accurata e al GT devono essere fornite tutte le informazioni sia reddituali che patrimoniali al fine di poter stabilire un limite annuo di spesa attendibile. 
    Il limite è vincolante per l'AdS che deve richiedere preventiva autorizzazione in caso di previsione di sforamento.

    • Rendiconti

    Le famiglie segnalano una fatica nel rendicontare le spese (tenere scontrini, dividere le spese, fare un bilancio). Si propone di creare un modulo di rendiconto semplificato per redditi pari alla pensione più l'indennità di accompagnamento.
    L'attuale modulo, che ha tra l'altro spazio insufficiente per la scrittura, non precisa in modo chiaro la cifra dei giustificativi da allegare (oltre 100 € o oltre 400 €) né la necessità o meno di allegare i giustificativi per le rette o altre spese con addebito automatico sul c/c?

    I GT predisporranno un modulo semplificato per i redditi minimi derivanti da pensione di invalidità + assegno di accompagnamento.

    Si attuerà una revisione del modulo di rendicontazione per agevolarne la compilazione (sia in formato cartaceo che elettronico). Si dovranno allegare i giustificativi solo per spese oltre € 400 (come specificato nel modello B13 aggiornato).
    Non vanno invece allegati i giustificativi per le spese direttamente addebitate sul conto corrente (rette, bollette o altre spese).
    L'AdS dovrà comunque conservare i giustificativi presso di sé in caso di verifiche o approfondimenti richiesti dal GT.

    • Spese per marca da bollo

    Il costo della marca da bollo è ulteriormente aumentato e ammonta attualmente a 27 €. Si domanda se vi è sempre la necessità di allegare alle istanze per la richiesta di nomina di amministratore di sostegno le marche da bollo anche nel caso l'istanza sia presentata da altro ente pubblico.

    L'unico modo per evitare da parte dei comuni il pagamento del bollo di € 27 è aprire una AdS tramite procura. La cancelleria tuttavia sottolinea che nel Tribunale di Monza non è più richiesto il giuramento dei sindaci che implica un altrettanto risparmio delle spese.

    • Nomina di parenti in caso di opposizione di altri parenti

    Nel caso vi siano, in seno ad una famiglia, contrasti sul parente scelto come AdS, è compito del Gt valutare in sede di istanza la possibilità di nominare comunque un parente o un terzo estraneo al nucleo familiare.
    Al fine di evitare, a causa della conflittualità familiare, un continuo ricorso al GT il tribunale preferisce nominare un terzo esterno alla famiglia. In genere viene nominato un professionista e quando non esistono alternative il Tribunale nomina il Comune di residenza. Il discrimine è la possibilità per l'AdS di poter operare senza dover coinvolgere in ogni decisione il GT a causa dell'eccessiva conflittualità fra le parti. Nel caso di presenza di un patrimonio da gestire i GT potranno nominare un professionista (iscritto in un apposito elenco) che avrà diritto a un equo indennizzo. Nel caso l'AdS sia invece più orientata sulle relazioni d'aiuto il GT nominerà o il sindaco o le associazioni iscritte nell'elenco dell'AdS tenuto dall'ASL che si rendano disponibili all'incarico.

    • Elenco urgenze

    Si segnala l'impossibilità di stilare un elenco delle urgenze poichè esse sono per natura imprevedibili e disparate. L'urgenza deve essere reale e adeguatamente motivata e deve essere segnalata alla cancelleria nel momento del deposito del ricorso.
    E' auspicabile, in caso di urgenza e qualora non fosse già stato nominato un ads, richiedere la nomina di AdS provvisorio per accelerare i tempi.

    • Chiamata in causa ai tenuti agli alimenti

    Nel caso in cui il beneficiario non abbia redditi sufficienti per coprire le spese di ricovero presso una residenza l'AdS può aprire un'azione giudiziaria verso i "tenuti agli alimenti" previa autorizzazione preventiva al GT.

    I Giudici suggeriscono comunque di far precedere l'azione giudiziaria da una richiesta bonaria e valutare in ogni caso se esistono i presupposti economici e patrimoniali per una eventuale azione di rivalsa. L'AdS può richiedere il patrocinio gratuito in caso di mancanza di risorse economiche del beneficiario. E' possibile nominare un AdS a questo scopo.

    • Superamento dei poteri stabiliti dal decreto

    Gli AdS non devono superare i limiti imposti dal decreto. Per ogni azione non espressamente stabilita dal decreto di nomina è obbligatoriamente richiesta un'autorizzazione preventiva al GT (anche per il solo superamento dei limiti di spesa).

    • Competenza territoriale dei tribunali

    Il Tribunale competente è quello relativo alla residenza del beneficiario (abitazione o struttura di ricovero di lungodegenza come RSA o RSD). Eventuali ricoveri brevi (per cure o riabilitazione) non spostano la residenza.

    Nel caso di trasferimento definitivo all'estero del beneficiario si provvederà alla segnalazione al GT e può determinare la chiusura dell'AdS.

    • Obbligo della cura

    Nel nostro ordinamento non è previsto l'obbligatorietà della cura salvo nel caso specifico di ASO o TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). L'AdS non può obbligare il proprio beneficiario alla cura né obbligarlo a ricoverarsi.

    • Mancata presentazione dei rendiconti

    È necessario ricostruire i rendiconti per ogni annualità non presentata, riportando nel modulo le spese più significative sostenute. 
    Nel caso di rendite minime si può utilizzare il modulo semplificato di rendiconto che verrà presto predisposto.

    • Istanza unica di AdS e vendita immobile (o altro atto di straordinaria amministrazione)

    Non è possibile con la medesima istanza richiedere l'AdS e l'autorizzazione per un atto di straordinaria amministrazione (come la vendita di un immobile) Non è giuridicamente ammissibile. Bisogna prima aprire l'AdS e in seguito è possibile richiedere l'autorizzazione per atto straordinario.

    • Morte del beneficiario

    In caso di morte del beneficiario è possibile richiedere un'autorizzazione al GT per il pagamento delle spese correnti rimaste in sospeso (pagamento badante, funerale, retta, pagamenti con scadenza prossima e vincolante). Tuttavia la banca ha facoltà di non accettare l'autorizzazione e bloccare il conto (che solitamente si blocca quando si presenta l'atto di morte del titolare del conto). In questo caso l'onere del pagamento delle spese andrà a ricadere sugli eredi.

    • Conflitto di interesse

    Non esiste conflitto di interesse nel caso di vendita di un bene di proprietà sia dell'AdS che del beneficiario (ad esempio madre e figlio che ereditano). Naturalmente previa autorizzazione del GT.

    • Facoltà del Direttore di RSA di richiedere l'apertura di una AdS per un proprio ricoverato

    Il Direttore della Rsa può, come responsabile di servizio socio-sanitario, presentare istanza di AdS per il proprio ricoverato che necessità di protezione giuridica. Non può, invece, essere nominato AdS perchè la legge prevede che non possono ricoprire le funzioni di AdS gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il beneficiario.

  • 24 Marzo 2014

    La rete di Monza e Brianza si presenta nel Foglio…

    La rete “Fianco a Fianco” di Monza e Brianza si presenta nel Foglio Informativo 2/2014.

     

    Incontreremo Pino, volontario negli sportelli territoriali e presso la Cancelleria di Volontaria Giurisdizione del Tribunale di Monza e scopriremo di più dell'esperienza brianzola sull'Amministrazione di Sostegno.

    Per continuare a leggere scarica il Foglio Informativo 2/2014


    Nel Foglio Informativo 2/2014:

    • Editoriale: Ascoltiamo i nostri utenti per migliorare di Sebastiano Di Guardo per il Coordinamento Regionale
    • Conversando con gli AdS. Sei temi per riflettere di Lorenzo Fronte, Rete AdS di Varese
    • Una delle nostre reti... Monza e Brianza
    • Incontriamo un Volontario della Rete di Monza e Brianza, Pino
    • Cosa c'è stato... cosa ci sarà
  • 23 Marzo 2014

    Tempo di risultati per il sistema di protezione giuridica della…

    Il 2013 è finito ed è tempo di bilanci anche per il sistema di protezione giuridica che in questi ultimi tre anni si è consolidato nel nostro territorio offrendo un servizio di qualità alle persone con fragilità e alle loro famiglie. 
    I significativi risultati raggiunti hanno portato alla costituzione della Rete Fianco a Fianco nel marzo 2013 con un’assemblea costituente a cui hanno aderito 12 organizzazioni del privato sociale (Associazione Stefania, Auser Brianza, Anteas Brianza, Coordinamento Volontariato di Vimercate, Associazione Noi per Loro, Associazione Ragazzi Disabili di Cesano Maderno, ACLI, Associazione Genitori La Nostra Famiglia, Casa del Volontariato, Associazione Cagnola, Brianza Solidale, Natur&). A queste si sono poi aggiunte altre 5 organizzazioni (Anffas, Associazione La Goccia, Associazione ALICE, RSA Casa Famiglia S. Giuseppe e Cooperativa Sociale Lambro) portando a 17 il numero delle organizzazioni aderenti a FaF.

     

    La Rete Fianco a Fianco rientra nella rete allargata del sistema di protezione giuridica attraverso protocolli e accordi siglati con il Tribunale (Gruppo Volgi e Protocollo per volontario a supporto della cancelleria del TO), un accordo di collaborazione per la gestione degli sportelli di prossimità istituzionali con i cinque Piani di Zona, una convenzione per la realizzazione di corsi di formazione con la Provincia e una nomina nel Gruppo di Monitoraggio delle Linee Guida AdS con la Regione.
    Gli sportelli svolgono azioni di orientamento, informazione, diffusione e promozione di materiale sugli istituti di protezione giuridica previste dalla legge (Tutele, Tutele minori e Amministrazioni di sostegno), si occupano inoltre di tutta la gestione della pratica di ricorso partendo dall'aiuto nella compilazione della modulistica in vigore presso il Tribunale di Monza, passando per la predisposizione dell'istanza con la raccolta e la verifica degli allegati, fino al deposito presso la Cancelleria del Tribunale dei rendiconti e della documentazione. Offre inoltre la possibilità di consulenza di avvocati volontari per casi complessi inerenti gli istituti di protezione giuridica.

    Gli sportelli hanno dunque una preminente funzione orientativa, informativa ed operativa ma frequentemente rappresentano uno spazio di accoglienza e ascolto delle problematiche delle famiglie sia di fronte alla scelta di chiedere l'AdS che nella gestione di quest'ultimo. Questa attenzione alla persona nel suo bisogno di accoglienza ha spinto la Rete a supportare la cancelleria del Tribunale con propri volontari per evitare alle famiglie, già in situazioni di fragilità, di dover gestire pratiche burocratiche con conseguenti file e soprattutto senza avere indicazioni e risposte chiare ai propri dubbi. Da dicembre 2012 infatti un volontario di Fianco a Fianco è presente presso la cancelleria del tribunale tre giorni alla settimana grazie ad uno specifico accordo di collaborazione debitamente sottoscritto dal presidente del Tribunale e dall'ente capofila.
    Ad oggi la Rete conta sette sportelli operativi che fanno capo al Tribunale di Monza , cinque dei quali sono ubicati presso i comuni capofila degli ambiti territoriali della Provincia di Monza e Brianza - Progetto AdS Fianco a Fianco (Desio, Lissone, Seregno, Vimercate e Monza) e due nelle aree dalla Provincia di Milano- Progetto AdS Insieme a sostegno (Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo). Oltre agli sportelli istituzionali, per garantire una copertura territoriale capillare, sono aperti due sportelli (Seveso e Besana Brianza) a cura delle associazioni della rete.
    Gli sportelli di prossimità sono il fiore all'occhiello della Rete, hanno permesso un reale rinnovamento nel rapporto tra cittadino e Tribunale. L'apporto del volontariato negli sportelli e nel supporto alla cancelleria del Tribunale ha permesso la realizzazione da parte di Innovagiustizia dell'informatizzazione della Volontaria Giurisdizione e la modifica della modulistica del Tribunale di Monza, divenuto un modello di buone pratiche in tutta Italia.
    Attualmente i volontari impegnati nella Rete sono 27 (durante questi tre anni sono stati formati e hanno collaborato circa 60 volontari) e permettono l'apertura bisettimanale dei cinque sportelli di prossimità che nel 2012 hanno depositato alla cancelleria della volontaria giurisdizione più di 500 ricorsi che sono il completamento di oltre 1.300 contatti avuti presso gli sportelli. 
    I dati raccolti dagli sportelli per l'anno 2013 hanno permesso un'analisi relativa agli accessi dell'utenza e alle prestazioni richieste.
    L'elaborazione dei suddetti dati ci permette un'analisi quantitativa e qualitativa della richiesta e dell'offerta relativa alla nostra attività, il monitoraggio tenuto dai referenti e dai volontari ci offre infatti un quadro globale, ma anche la possibilità di un'analisi nel dettaglio delle reali necessità di chi si rivolge ai nostri sportelli. 
    Iniziando da un'analisi meramente quantitativa dei dati raccolti possiamo sottolineare una significativa e costante crescita del numero di utenti raggiunti dal servizio durante l'anno 2013. La media mensile (escludendo il mese di agosto e considerando una significativa flessione nel mese di luglio) si aggira intorno ai 485 contatti. È importante considerare che l'operatività degli sportelli si svolge in due mezze giornata alla settimana (vd. grafico 1).

     

    1

     

    La raccolta dati ci permette inoltre un'analisi dettagliata del tipo di utenza che si rivolge abitualmente allo sportello (vd. grafico 2). Si riscontra come i familiari siano i primi fruitori del servizio con una percentuale altissima che si attesta intorno all'85%, confermando che l'amministratore di sostegno è una realtà che va davvero nella direzione dell'aiuto diretto alle famiglie che trovano finalmente un referente disponibile e preparato ad hoc in un momento di difficoltà e di scelte importanti per il presente e futuro del nucleo famigliare.

     

    2

     

    Il grafico 3 ci indica come le maggiori aree di fragilità siano la terza età e la disabilità, evidenziando il bisogno delle famiglie, con persone anziane non autosufficienti e portatori di handicap, di ricevere un orientamento e un sostegno da parte del servizio nella gestione del patrimonio e delle pratiche che richiedono un intervento giudiziale.Le altre aree di competenza dello sportello riguardano, anche se in percentuale ridotta, le persone con problemi di salute mentale e di dipendenze.

     

    3

     

    Un'ulteriore approfondimento ci dà l'occasione di esaminare anche quali sono i servizi più richiesti tra quelli proposti ed erogati dallo sportello. (vd. Grafico 4)

     

    4

     

    Per concludere è importante rilevare quali siano i servizi più richiesti negli sportelli per poterli migliorare e garantire sempre un'attenzione al reale bisogno dell'utenza. L'osservazione dei dati, che indicano una percentuale molto alta di richiesta di informazioni o orientamento, sia di persona che telefonicamente, ci fa comprendere quanto sia importante avere agli sportelli persone preparate e disponibili, che siano in grado di accogliere l'utenza effettuando una prima analisi delle necessità specifiche di ognuno e sapendo indirizzare la persona ad altri enti o prendendo in gestione la problematica.
    Un servizio sicuramente necessario e apprezzato è la consegna presso il tribunale e al cittadino stesso della pratica; importanti sono anche gli aiuti erogati nella compilazione di ricorsi, rendiconti e istanze e l'offerta di una consulenza specialistica.
    Sebbene non sia possibile includere tutti gli aspetti relativi al lavoro degli sportelli in un'analisi dati, i volontari e referenti in esso impegnati, ben sanno che alla base del proprio operare vi è la necessità di un atteggiamento di ascolto e accoglienza verso l'utenza, per poterla davvero accompagnare in questo percorso non privo di implicazioni psicologiche ed affettive.

  • 10 Luglio 2013

    Fianco a Fianco: la soddisfazione degli utenti è la leva…

    Sono circa 30 i volontari che ormai stabilmente partecipano alle attività degli sportelli di prossimità dislocati sul territorio della provincia di Monza e Brianza e gestiti da Fianco a Fianco con i comuni e che hanno anche il compito di compilare una griglia di osservazione, che può fornire i dati utili per fare le necessarie valutazioni sull’andamento generale.
    Il grado di soddisfazione espresso dall’utenza, che è anche la leva motivazionale perché i volontari mantengano il loro impegno, è elevato e dal confronto con gli altri progetti provinciali emerge come il “modello Tribunale di Monza” in tema di volontaria giurisdizione e AdS sia all’avanguardia e vada valorizzato, mantenuto e, possibilmente, migliorato. 

     

    Dal report degli sportelli di prossimità dislocati sul territorio della provincia di Monza e Brianza e gestiti da Fianco a Fianco con i comuni emergono dati molto interessanti sulle attività relative al primo trimestre 2013.
    I circa 30 volontari che ormai stabilmente partecipano alle attività hanno anche il compito di compilare una griglia di osservazione, che può fornire i dati utili per fare le necessarie valutazioni sull'andamento generale.
    Dai dati emerge che nel primo trimestre di quest'anno sono stati 1227 i contatti con l'utenza, che variano dal chiarimento telefonico, all'aiuto alla compilazione del rendiconto. In particolare, è emerso che il supporto per la rendicontazione si è rivelato un compito particolarmente lungo e gravoso, soprattutto quando ci si trova di fronte a una pregressa mancanza di rendiconti.

    Dalle schede di rilevazione è anche possibile individuare la tipologia di utenza che si rivolge agli sportelli: in generale si tratta di familiari (608 su 730), in maggioranza i contatti si riferiscono a persone della terza età (412 su 722), seguono le persone con disabilità (226 su 722), poi l'area della salute mentale (36 su 722), le dipendenze (2 su 722). Una minima parte di pratiche riguardano minori (46 su 722), delicata e complessa problematica sulla quale, però, i volontari si limitano a fornire un servizio di aiuto e presentazione delle pratiche formali, senza entrare nel merito delle singole situazioni. I dati, ovviamente, non si riferiscono a nuove sentenze ma più generalmente a richieste di orientamento, informazioni, rendiconti, atti straordinari, depositi, che i volontari degli sportelli registrano come dato numerico in una scheda e poi approfondiscono, dal punto di vista qualitativo, in una scheda apposita.

    Per chi fosse interessato ad approfondire le informazioni indicate è possibile mettersi in contatto con: Chiarella Gariboldi, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; o Nando Pirola, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Il grado di soddisfazione espresso dall'utenza, che è anche la leva motivazionale perché i volontari mantengano il loro impegno, è elevato e dal confronto con gli altri progetti provinciali emerge come il "modello Tribunale di Monza" in tema di volontaria giurisdizione e AdS sia all'avanguardia e vada valorizzato, mantenuto e, possibilmente, migliorato. 
    E in effetti, come ricordato in un'altra notizia riguardante il territorio della provincia di Monza e Brianza lo scorso mese di giugno il progetto di innovazione svolto dagli Uffici Giudiziari di Monza, con il supporto della Fondazione Irso, ha ricevuto due importanti riconoscimenti. Il primo, nell'ambito degli "Stati Generali del Management Consulting 2013" e della Conferenza Internazionale FEACO. Si tratta della medaglia d'oro del Premio Europeo Constantinus, che riconosce l'eccellenza del metodo e delle soluzioni della buona consulenza di direzione italiana nella Pubblica Amministrazione comparabile, per la sua qualità e i risultati, con la buona consulenza di altri paesi europei erogata a favore di imprese private. Per quanto riguarda il secondo, nell'ambito della giornata inaugurale delle celebrazioni per i novant'anni dalla istituzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, gli Uffici Giudiziari di Monza hanno ricevuto, alla presenza del Presidente della Repubblica, il Premio Nazionale per l'Innovazione, uno fra i due assegnati a Pubbliche Amministrazioni italiane. 

  • 09 Luglio 2013

    Innovazione nei tribunali: premiato il progetto degli uffici giudiziari di…

    Lo scorso mese di giugno il progetto di innovazione svolto dagli Uffici Giudiziari di Monza, con il supporto della Fondazione Irso, ha ricevuto due importanti riconoscimenti. Il primo, nell’ambito degli “Stati Generali del Management Consulting 2013” e della Conferenza Internazionale FEACO. Si tratta della medaglia d’oro del Premio Europeo Constantinus, che riconosce l’eccellenza del metodo e delle soluzioni della buona consulenza di direzione italiana nella Pubblica Amministrazione comparabile, per la sua qualità e i risultati, con la buona consulenza di altri paesi europei erogata a favore di imprese private. Per quanto riguarda il secondo, nell’ambito della giornata inaugurale delle celebrazioni per i novant’anni dalla istituzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, gli Uffici Giudiziari di Monza hanno ricevuto, alla presenza del Presidente della Repubblica, il Premio Nazionale per l’Innovazione, uno fra i due assegnati a Pubbliche Amministrazioni italiane.

     

    Il progetto di sviluppo organizzativo che per oltre tre anni il Tribunale e la Procura di Monza hanno portato avanti con il supporto di Irso - una delle storiche società di ricerca e consulenza italiane - è stato volto a ottenere maggiore efficienza e trasparenza e a sviluppare un paradigma organizzativo innovativo, a parità di risorse e senza modifiche normative. Il Progetto degli Uffici Giudiziari di Monza è parte del più ampio programma di Best Practices avviato dall'Unione Europea, dai Ministeri della Pubblica Amministrazione e della Giustizia e da 19 Regioni italiane che ha toccato 186 grandi e piccoli uffici giudiziari. In Lombardia "InnovaGiustizia" è stato il primo di questi programmi regionali e ha coinvolto gli Uffici di Milano, Monza, Varese, Crema, Cremona, Brescia, Lecco. La Regione Lombardia ha bandito una gara vinta da un'associazione temporanea di imprese composta da Fondazione Politecnico, Fondazione IRSO, Fondazione Alma Mater, Lattanzio e Associati, Ernst & Young. Il progetto di Monza, coordinato da un Comitato Guida composto dal Presidente del Tribunale Annamaria Di Oreste, dal Procuratore Capo Corrado Carnevali, dal Procuratore Aggiunto Luisa Zanetti e dal Responsabile del Progetto Giudice Giuseppe Airò, è stato realizzato sia attraverso progetti che hanno toccato l'intero sistema del Tribunale e della Procura (sistema di pianificazione e controllo, Carta dei Servizi, Bilancio Sociale, formazione informatica e altro) sia attraverso una serie di "cantieri" specifici in cui sono stati riprogettati specifici "pezzi" del Tribunale e della Procura con un'alta partecipazione di magistrati e cancellieri. Il Progetto, diretto da Federico Butera e Maurizio Carbognin, ha conseguito risultati tangibili in termini di miglioramento dei tempi della giustizia, di efficienza e di rapporto con i Cittadini. Esso inoltre ha fortemente contribuito a sviluppare un modello di Ufficio Giudiziario innovativo capace di superare la storica frammentazione organizzativa negli UUGG. Il Progetto, diretto da Federico Butera e Maurizio Carbognin, ha conseguito risultati tangibili in termini di miglioramento dei tempi della giustizia, di efficienza e di rapporto con i Cittadini. Esso inoltre ha fortemente contribuito a sviluppare un modello di Ufficio Giudiziario innovativo capace di superare la storica frammentazione organizzativa negli UUGG. 
    Aspetti principali di tale modello sono il forte miglioramento della integrazione fra Tribunale e Procura, fra magistrati e cancellieri, fra Tribunale e soggetti terzi (pubblico, avvocatura, enti portatori di interesse); lo sviluppo di ruoli orientati al risultato finale; il rafforzamento di competenze e delle capacità organizzative di magistrati e personale amministrativo; la responsabilizzazione del personale alla gestione del servizio e non solo all'esecuzione; la generazione di agenti di cambiamento. 
    Ritirando il premio Constantinus, il dott. Claudio Miele, Giudice Tutelare e Presidente della IV Sezione Civile del Tribunale di Monza, ha affermato: "Sono onorato di ricevere un premio così importante che ci stimola ad andare avanti".
    Nella presentazione del Progetto per il Premio Constantinus, Irso ha illustrato il metodo e i risultati adottati nel progetto, descrivendo il cantiere sulla Volontaria Giurisdizione, un cantiere dalla valenza altamente sociale poiché riguarda le misure di protezione a favore delle persone fragili, disabili e degli anziani. Il cantiere della Volontaria Giurisdizione è un esempio di gestione del cambiamento di tipo partecipativo e bottom up e di integrazione di processi, tecnologia, organizzazione, ruoli e conoscenze capaci di ottenere risultati rilevanti senza l'introduzione di nuove leggi e l'incremento di risorse. Sviluppato con la consulenza di Sebastiano Di Guardo, consulente Irso, e sotto la responsabilità del Presidente della Sezione Civile Claudio Miele, è stato realizzato in maniera interistituzionale, coinvolgendo il Tribunale ma anche la Provincia, l'Azienda Sanitaria Locale, i Comuni del territorio, l'Ordine degli Avvocati e le Associazioni di Volontariato ed è stato sviluppato intorno alle esigenze dei Cittadini attivando una rete di volontari. Le soluzioni e il metodo sono oggi un best case che altri tribunali italiani stanno implementando. Il presidio del cambiamento organizzativo potrà continuare anche dopo il termine della consulenza perché sono state costituite nuove strutture come un Ufficio Pianificazione e innovazione, un presidio per le relazioni interistituzionali ed una Fondazione per la Giustizia. L'ing. Sebastiano Di Guardo, che ha seguito per Fondazione Irso il cantiere sulla Volontaria Giurisdizione, nel comunicare al Progetto AdS Lombardia la vincita dei premi commenta: "Ritengo veramente un ottimo risultato il fatto di aver ricevuto un apprezzamento così forte e trasversale al nostro comune lavoro. Questi premi hanno un valore che va oltre il nostro lavoro, di cui siamo ovviamente orgogliosi, ma sono un riconoscimento anche all'idea, all'impegno, alla tenacia ed alla passione che tutti noi abbiamo messo nel costruire, passo dopo passo, ciò che oggi gli altri ci riconoscono come una best practice europea. È giusto quindi condividere con il Progetto Fianco a Fianco e con il Progetto Insieme a Sostegno la felicità per questi riconoscimenti, poiché queste esperienze sono state una delle vere forze dell'innovazione che, sono convinto, continueranno ad esserlo con successo anche in futuro".

     

  • 25 Marzo 2013

    Un vademecum per l’Ads

    Pubblichiamo il materiale presentato da Massimo Parravicini, Commercialista e Ads, al corso promosso da Fianco a Fianco: un utile strumento per chi vuole avere maggiori informazioni sull’Ads nel rispetto della legge, che ne tratta puntualmente elementi tecnico giuridici essenziali.

     

    I temi trattati

    • Legge istitutiva n° 6 del 2004
    • Compiti dell'Ads
    • Registro dell'Ads
    • Chiarimenti del Tribunale di Monza al D.G.R. 3540 del 30/05/2012
    • Nomina di più Ads
    • Compenso dell'Ads
    • Beneficiario titolare di imprese
    • Amministrazione - Norme di legge
    • Amministrazione - Procedure alla nomina
    • Polizza assicurativa per l'Ads
    • Amministrazione - Procedure periodiche
    • Amministrazione - procedure finali
    • Amministrazione - Badanti e colf
    • Disposizioni sul patrimonio del beneficiario

     

    Risorse:

  • 11 Marzo 2013

    Per costituire la Rete Fianco a Fianco

    Per dare continuità e consolidamento al progetto Ads di Monza e Brianza, tutte le organizzazioni del terzo settore interessate sono invitate alla costituzione della Rete Fianco a Fianco. L’appuntamento è per il 20 marzo, alle ore 17.00, a Monza presso la Casa del Volontariato, in via Correggio 59. Si relazionerà sul progetto “Fianco a fianco”, si valuterà Progetto “ Essere Amministratori di Sostegno..fianco a fianco” febbraio 2013-giugno 2014 con l’approvazione e sottoscrizione del proto collodi intesa della neocostituenda rete, eleggendone capofila e comitato di pilotaggio. In allegato la lettera di convocazione dell'assemblea e quella di richiesta di adesione alla Rete Fianco a Fianco.

     

    Ordine del giorno:

    1. Relazione finale Progetto Fianco a Fianco
    2. Progetto " Essere Amministratori di Sostegno..fianco a fianco" febbraio 2013-giugno 2014
    3. Approvazione Protocollo di Intesa Rete Fianco a Fianco
    4. Sottoscrizione Protocollo di Intesa
    5. Elezione ente capofila Rete Fianco a Fianco
    6. Elezione Comitato di Pilotaggio Rete Fianco a Fianco
    7. Protocollo di intesa Coordinamento regionale AdS
    8. Varie ed eventuali

    20 marzo 2013 alle ore 17.00 presso la Casa del Volontariato Via Correggio 59 - Monza

     

    In Eventi
  • 05 Febbraio 2013

    Diventa anche tu Ads

    "Diventa anche tu Ads – Una persona vera accanto ad una persona vera" è il titolo del corso organizzato dal progetto “Fianco e Fianco” destinato a tutti i volontari delle organizzazioni aderenti disponibili a gestire Amministrazioni di Sostegno (sia personalmente che nell’ambito della propria organizzazione) , ad eventuali AdS volontari o familiari già operanti, ai volontari degli sportelli di prossimità. Il corso si propone l’obiettivo di sviluppare le competenze specifiche richieste nell’espletamento del ruolo di Amministratore di Sostegno, fornendo informazioni tecnico/giuridico/relazionali nel rispetto dello spirito di questa legge così innovativa ma anche così complessa. Gli incontri si terranno a Lissone, presso la sede dell’Associazione Stefania, in via Fabio Filzi 2, il 20 e 27 febbraio e il 5 e 12 marzo dalle 17.30 alle 19.30

     

    Programma del corso

    20 febbraio 2013 - dalle 17.30 alle 19. 30 - Massimo Parravicini - Commercialista e AdS -Presentazione della legge - Compiti e dovere dell'AdS

    27 febbraio 2013 - dalle 17.30 alle 19.30 - Massimo Parravicini - Compiti e doveri dell'AdS - Rendicontazioni - Atti straordinaria amministrazione

    5 marzo 2013 - dalle 17.30 alle 19.30 - Margherita Mussi - Notaio - Eredità, Procura

    12 marzo 2013 - dalle 17.30 alle 19.30 - Silvia Calati - Psicologa - La relazione d'aiuto nell'AdS, la comunicazione.


    Sede del corso

    Associazione Stefania, Via Fabio Filzi 2 , Lissone


    E' richiesta iscrizione tramite comunicazione e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


    Informazioni

    Per informazioni rivolgersi a :
    Nando Pirola - referente progetto AdS - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    Chiarella Gariboldi - c/o Associazione Stefania, Ente Capofila -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

    Risorse:

    In Eventi
  • 14 Gennaio 2013

    Volontari per l’Ads in Tribunale

    A dicembre è stato firmato il protocollo di’intesa per la collaborazione tra il Tribunale di Monza ed il progetto Ads Fianco a Fianco nell’ambito del tavolo della Giustizia della Provincia di Monza e Brianza. Il protocollo prevede che il progetto Ads supporta il Tribunale, in particolare ai processi di lavoro della Cancelleria della Volontaria Giurisdizione, fornendo il sostegno operativo di personale volontario debitamente formato e preparato.

     

    I sette "Sportelli Territoriali di prossimità per la Volontaria Giurisdizione" del territorio della Provincia di Monza è Brianza sono ad oggi operativamente gestiti dai Volontari formati e coordinati dal Progetto Fianco a Fianco in collaborazione con i Referenti Comunali d'Ambito.

    Con il protocollo di'intesa per la collaborazione tra il Tribunale di Monza ed il progetto Ads Fianco a Fianco nell'ambito del tavolo della Giustizia della Provincia di Monza e Brianza firmato a dicembre il sostegno da parte del Progetto si amplia, garantendo la presenza operativa di personale volontario anche all'interno del Tribunale, in particolare nel lavoro di Cancelleria della Volontaria Giurisdizione.

    Si tratta di un segnale di riconoscimento da parte del Tribunale che ha colto che la collaborazione con le organizzazioni e la rete dei soggetti attivi sul territorio rende il servizio di Giustizia più efficace e vicino alle esigenze dei cittadini.

    E si tratta di un'azione inedita e di autentico servizio da parte del progetto Ads che si pone ancora una volta affianco alle persone.

     

  • 24 Ottobre 2012

    Al via a Monza il corso di secondo livello

    Il progetto Ads di Monza e Brianza con il sostegno della Provincia organizza un corso di secondo livello per gli assistenti sociali ed amministrativi che si occupano di Ads. L’obiettivo è fornire aggiornamenti e confronti sulle attività che afferiscono all'esercizio di questa tutela giuridica nelle aree che sono emerse come problematiche nei corsi di primo livello. Il corso si tiene presso la sede del Centro Servizi Volontariato di Monza e Brianza in via Allegri Correggio 59 a Monza dalle 9.30 alle 13.30 il 7, 14, 20 e 28 novembre. Scadenza iscrizioni 2 novembre.

     

    Programma

    7 novembre 2012: l'avvocato Donatella Falaguerra parlerà della normativa afferente all'istituto dell' ADS, del ricorso,delle istanze per la straordinaria amministrazione

    14 novembre 2012:il commercialista Massimo Parravicini parlerà dell'ordinaria amministrazione, delle denunce dei redditi, degli investimenti, della rendicontazione.

    20 novembre 2012: il notaio Margherita Mussi parlerà di sucessioni, donazioni, eredità

    28 novembre 2012: la psicologa Silvia Calati parlerà di comunicaione e relazione d'aiuto con le categorie fragili (anziani, disabili, soggetti con disagio psichico e problemi di dipendenze)

    dalle 9.30 alle 13.30 presso la sede del Centro Servizi Volontariato di Monza e Brianza in via Allegri Correggio 59 a Monza

     

    Vedi il programma sul sito della Provincia di Monza e Brianza

    Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Per iscrizioni dal sito della Provincia

    In Eventi
  • 13 Settembre 2012

    Il Tribunale di Monza: DGR 3540/12 e chiarificazioni in materia…

    La Quarta Sezione Civile del Tribunale di Monza ha elaborato in risposta ad una richiesta di chiarificazioni in materia di protezione giuridica delle persone fragili pervenuta da parte dell’ASL in seguito alla Delibera di Giunta Regionale n. IX/3540 del 30 maggio 2012 “Accreditamento delle Unità d’offerta sociosanitaria e di razionalizzazione del relativo sistema di vigilanza e di controllo”. I punti su cui è richiesto un chiarimento sono la sottoscrizione del contratto di ingresso, il consenso informato ed il progetto individuale di assistenza. Su un tema complesso e di interesse generale, riportiamo l’intero testo del documento in quanto contiene gli indirizzi interpretativi che la Quarta Sezione Civile del Tribunale di Monza intende adottare in relazione all’Ads rappresentando, nella sua analisi circostanziata, un approfondimento sulla corretta interpretazione della L.6, oltre che sulla conseguente procedura per il rispetto dei suoi fondamentali.

     

    Gli indirizzi interpretativi che la Quarta Sezione Civile del Tribunale di Monza intende adottare in relazione all'Istituto della Amministrazione di sostegno sono:

    INTERESSE ATTUALE AD AGIRE

    Ai sensi dell'art. 404 cod. civ. "la persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno...".
    Da tale formulazione appare evidente che non in ogni caso in cui sussista uno stato di infermità mentale o fisica è necessaria la nomina; detta incapacità è solo uno dei presupposti per l'accoglimento della domanda.
    L'art. 405 cod. civ., poi, nel delineare il contenuto del decreto di nomina dell'amministratore di sostegno, prevede espressamente che lo stesso debba contenere l'indicazione specifica degli atti che l'amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario e di quelli per i quali è necessaria la sua assistenza.
    Tale prescrizione evidenzia lo stretto legame tra la nomina di amministratore e la necessità di compiere atti specifici e determinati; l'interesse a compiere tali atti, inoltre, alla luce del più generali principi in tema di interesse ad agire, deve essere attuale e concreto e non meramente eventuale o futuro.
    Ne consegue che l'amministrazione di sostegno potrà essere disposta non in vista di una generica ed astratta esigenza di protezione dell'incapace, ma in relazione a analitiche, attuali e concrete necessità di tutela e di operatività della persona beneficiaria.
    Va inoltre sottolineato che l'amministrazione di sostegno ha come scopo il compimento di atti giuridici.
    Non va confuso dunque tale piano con quello della assistenza personale al soggetto debole, che è compito dei servizi sociali o delle strutture assistenziali in senso lato e che può e deve essere prestata indipendentemente dalla nomina di amministratore di sostegno.
    La nomina di amministrazione di sostegno potrà essere prevista, in tali casi, solo ove si realizzino situazioni di incuria o insufficiente azione da parte della famiglia e degli organi di assistenza, proprio al fine di verificare e stimolare gli opportuni interventi, con apposite istanze e azioni (atti
    giuridici).


     

    CONSENSO INFORMATO

    Si è rilevato che, molto frequentemente, la proposizione di istanza di nomina di amministratore di sostegno viene richiesta dalle struttura assistenziali ai parenti della persona, al momento della accettazione.

    Uno dei motivi più ricorrenti di tale richiesta è quello di ottenere, alla bisogna, manifestazioni di consenso informato ad accertamenti o cure mediche.

    Tale prassi, alla luce dei principi sopra evidenziati, non è ammissibile.

    E' da escludersi, infatti, che possa richiedersi in via preventiva e generica il conferimento all'amministratore di sostegno di un potere di prestare consenso informato per attività future ed eventuali.

    Il potere va invece conferito solo con riferimento a specifiche e determinate attività di cura, che dovranno essere preventivamente e analiticamente indicate nell'eventuale ricorso,programmate per essere eseguite in tempi certi e a breve termine.

    Nei casi nel quali -manifestatasi una necessità- non sia opportuno attendere il normale svolgimento del procedimento per la nomina di amministratore di sostegno (circa trenta giorni), il Tribunale è comunque in grado, in presenza di valida documentazione medica attestante lo stato di incapacità, di procedere alla nomina di amministratore provvisorio entro dieci giorni dalla domanda. Anche sotto tale profilo, dunque, si rivela inopportuna la richiesta di nomina preventiva e anticipata; potrà invece proporsi una domanda specifica nel momento in cui l'esigenza divenisse attuale.

    Si evidenzia poi che, nel caso in cui occorra effettuare sul paziente medesimo un intervento cd. salva vita di carattere indifferibile, il consenso informato non risulta neppure necessario, sicché la richiesta di nomina di un amministratore di sostegno avanzata per tali evenienze sarebbe superflua.

    Va aggiunta una ultima osservazione.

    Si è rilevato che le case di cura tendono a far sottoscrivere all'amministratore di sostegno, una volta nominato, moduli generici che fanno riferimento a cure future non meglio identificate. Il contenuto di tali moduli deve ritenersi nullo, e pertanto privo di ogni efficacia ai fini di un valido consenso informato. Ogni atto di assenso, infatti, deve essere relativo a interventi e terapie specifici, dei quali va indicato ogni possibile rischio e complicazione, e, in genere ogni elemento che consenta al paziente di effettuare una ponderata valutazione. Diversamente, il consenso, ove relativo a atti futuri, non chiaramente e specificamente delineati, anche se sottoscritto dall'amministratore (e persino da soggetto pienamente capace), non avrebbe alcun effetto.

    Se dunque la nomina di amministratore fosse richiesta dalla casa di cura o di assistenza al solo fine di far sottoscrivere all'amministratore un modulo così concepito, essa, ancora una volta, si rivelerebbe del tutto incongrua.


     

    TRATTAMENTI TERAPEUTICI PER PATOLOGIE PSICHIATRICHE

    L'amministrazione di sostegno non costituisce poi strumento adeguato per risolvere le problematiche di quei soggetti che, pur non essendo del tutto incapaci di provvedere alla gestione dei propri interessi, siano tuttavia affetti da patologie psichiatriche che richiedano l'effettuazione di cure ovvero il ricovero presso comunità o istituti specializzati e siano altresì dissenzienti in ordine all'effettuazione di siffatti ricoveri o cure.
    Si sottolinea a tale proposito che, a norma dell'art. 1 della legge n. 180 del 1978, gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono volontari, salvo che nei limitati casi e tempi previsti dalla medesima legge.

    In tale quadro non potrebbe essere conferito all'amministratore alcun potere di disporre l'inserimento coatto del beneficiario in strutture di cura e assistenza.

    Potrebbe al più ipotizzarsi la nomina di un amministratore di sostegno che sovrintenda al programma terapeutico relativo a tali soggetti, coordinando gli interventi ad esso finalizzati e ponendo in essere un'opera di controllo, di sostegno e di persuasione nei confronti della persona amministrata.

    Tuttavia si osserva che tali compiti possono essere più proficuamente svolti dalla strutture di assistenza nel territorio (es. servizi sociali), che possono tra l'altro avere più agevole accesso alle informazioni e risorse a ciò necessarie.

    Non va infatti confuso il ruolo dell'amministratore -che è essenzialmente volto a compiere atti giuridici, ancorchè finalizzati anche alla cura personale della persona (es. conclusione di contratti con strutture, richiesta di pensione o altra indennità) - con quello degli operatori medici e di assistenza che sono più propriamente chiamati a curare i profili sociali e assistenziali inerenti alla persona e a contenere eventuali condotte problematiche.
    Si evidenzia del resto che spesso i familiari -tra i quali, per legge, deve essere scelto preferibilmente l'amministratore- non appaiono possedere le conoscenze necessarie a impostare un programma terapeutico, né a sovraintendere efficacemente allo stesso. Ciò vale anche ove si nominino soggetti terzi (es. professionisti che non siano anche medici).
    In tali casi il compito in questione verrebbe comunque a ricadere sul personale degli Enti territoriali che già sono titolari delle funzioni istituzionali a ciò finalizzate; si avrebbe quindi un risultato nullo in termini di maggiore efficacia dell'azione degli soggetti competenti; con inutile aggravio, però, di oneri ed adempimenti.


     

    CONTRATTI CON R.S.A.

    Si è poi rilevato che in alcuni casi le richieste di nomina di amministratori di sostegno sono sollecitate dalle direzioni di alcune R.S.A. al solo fine di avere un interlocutore che sottoscriva in nome e per conto della persona ricoverata il contratto prodromico all'ingresso della stessa nella struttura.

    Si evidenzia, a tale proposito, che, ogni qualvolta vi sia un nucleo parentale che possa interagire con dette strutture, sottoscrivendo il contratto, la nomina è del tutto inutile.
    Ai fini della validità del contratto, infatti, non occorre che esso sia sottoscritto dall'interessato o da un suo rappresentante, ben ammettendo l'ordinamento giuridico la figura generale del contratto a favore di terzo (art. 1411 cod. civ.).

    Un qualsiasi parente o anche un estraneo, quindi, potrà sottoscrivere detti contratti, con proprio impegno diretto e personale e con piena efficacia; sicchè, anche per tale verso, ove tale disponibilità del congiunto vi sia, la nomina di un amministratore di sostegno risulta -ancora una volta- del tutto inutile.

    Quanto, poi, alla liceità dell'accoglienza nella struttura di un soggetto incapace di esprimere il proprio consenso in proposito, essa non può di certo essere messa in dubbio in tutte le ipotesi in cui il soggetto assistito non manifesti alcuna espressa opposizione.
    La richiesta di nomina dell'amministratore di sostegno, dunque, per tale versante, dovrà essere limitata a quelle ipotesi in cui non vi siano soggetti che siano in grado di assumere impegni diretti in favore della struttura stessa e sia quindi necessario un consenso proprio della persona da ricoverare e quest'ultima non sia in grado, per le sue condizioni psicofisiche, di prestarlo.

    Ciò sempre che la persona interessata non conservi un apprezzabile margine di capacità gestionale, e non rifiuti l'inserimento, nel qual caso si ripropongono le questioni di cui al paragrafo precedente, con conseguente impossibilità di disporre tali ricoveri per il tramite dell'amministratore.


     

    GESTIONE ECONOMICA

    Non può infine considerarsi giustificata da attuali e concrete esigenze di tutela neppure la richiesta di nomina di un amministratore qualora la persona stessa sia titolare di redditi modesti (es. pensione) che vengano integralmente assorbiti dalle spese di degenza e cura e i parenti siano in grado, di fatto, di riscuotere detti emolumenti.

    In tali casi la richiesta di apertura dell'amministrazione di sostegno potrà al più ritenersi giustificata nelle sole ipotesi nelle quali sorga conflitto all'interno del nucleo parentale ovvero tra il beneficiario e la persona delegata; ovvero ancora risultino sufficienti elementi in ordine a un pericolo attuale e concreto che l'incapace non venga adeguatamente tutelato e seguito.


     

    CONCLUSIONI

    In sintesi, la nomina di amministratore di sostegno non deve essere chiesta quando:

    a. Non sia necessario il compimento di specifici atti giuridici nell'interesse del beneficiario; il soggetto sia privo di patrimonio rilevante e vi sia già persona provvista dei poteri per agire nel suo interesse e nell'ambito delle necessità attuali;

    b. Non sia delineabile l'esigenza di consenso informato in relazione a interventi o cure specifici e determinati, da attuarsi in tempi certi e imminenti;

    c. Attraverso la nomina di un amministratore si tenda ad ottenere risultati pratici che si traducano nell'aggiramento o nella violazione di altre disposizioni di legge (es. trattamenti sanitari obbligatori);

    d. I problemi connessi al beneficiario attengano in realtà ad ambiti più propriamente assistenziali (es. inserimento in comunità o strutture terapeutiche; soluzioni abitative per soggetti privi di dimora, problematiche connesse all'abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti).

     

    Il Presidente Claudio Miele, Il giudice Claudia Lojacono, Il giudice Laura Gaggiotti, Il giudice Davide De Giorgio, Il giudice Anna Ponsero, Il giudice Fulvia De Luca

     

    Il progetto regionale è già intervenuto su questo tema complesso e di interesse generale con i seguenti contributi pubblicati sul portale:

     

    In Eventi

Vai all'Archivio!

 

Sorry, this website uses features that your browser doesn’t support. Upgrade to a newer version of Firefox, Chrome, Safari, or Edge and you’ll be all set.